ISA, proroga dei versamenti applicabile anche ai regimi forfettari e di vantaggio

L’art. 12-quinquies del decreto “Crescita” (D.L. 30 aprile 2019, n. 34), recentemente convertito in legge 28 giugno 2019, n. 58, ha disposto la proroga al 30 settembre dei termini per i versamenti delle imposte dirette, dell’Irap e dell’Iva, in scadenza tra il 30 giugno e il 30 settembre 2019, per i soggetti nei confronti dei quali sono stati approvati gli ISA (Indici sintetici di affidabilità fiscale) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito.

Al riguardo, con la Risoluzione 28 giugno 2019, n. 64, l’Agenzia delle Entrate ha precisato l’ambito di applicazione soggettivo della proroga, affermando che la stessa si applica a tutti i contribuenti che, contestualmente:

  1. esercitano, in forma di impresa o di lavoro autonomo, tali attività prescindendo dal fatto che gli stessi applichino o meno gli ISA;
  2. dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun ISA, dal relativo decreto ministeriale di approvazione.

In presenza di tali condizioni, la medesima proroga riguarda anche i contribuenti che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:

  • applicano il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015);
  • applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge 15 luglio 2011, n. 111;
  • determinano il reddito con altre tipologie di criteri forfetari;
  • dichiarano altre cause di esclusione dagli ISA.

Per quanto riguarda infine il regime forfettario disciplinato dalla richiamata Legge n. 190/2014 – ampiamente rivisto ad opera della Legge di Bilancio 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n. 145) – nelle ultime settimane l’Agenzia delle Entrate è intervenuta in più occasioni per chiarire le disposizioni relative all’operatività delle cause ostative all’accesso all’agevolazione.