Le analisi dei rifiuti: per quali rifiuti e quando farle

Un argomento forse poco conosciuto e che spesso fa venire dei dubbi è sicuramente quello delle analisi dei rifiuti. Per quali rifiuti sono necessarie? Ogni quanto bisogna rinnovarle?
Ecco alcune indicazioni in merito.

Secondo quanto stabilito dal decreto legislativo 152/2006 è il produttore dei rifiuti a doverli classificare per poterne consentire un corretto smaltimento, oltre a scegliere il codice CER più consono con cui definire il rifiuto dovrà assumersi l’onere delle analisi.

I CER con cui definire i rifiuti possono essere:

A specchio: sono quei rifiuti che possono essere identificati sia con un codice CER pericoloso sia con uno non pericoloso (es. CER 08.01.11* – pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose; CER 08.01.12 – pitture e vernici di scarto diverse da quelle di cui alla voce 08.01.11). Le analisi andranno effettuate per stabilire la corretta classificazione.

Pericolosi assoluti: sono quei rifiuti che vanno sempre considerati come pericolosi. Le analisi, in questo caso, vanno effettuate per definirne le classi di pericolosità (da HP1 a HP15).

Tra i rifiuti pericolosi ce ne sono alcuni con composizione certa (es. batterie al piombo, olio esausto, …), per questi rifiuti la caratterizzazione non è necessaria e, pertanto, non lo sono nemmeno le analisi.

Non pericolosi assoluti: sono quei rifiuti che vanno sempre considerati come non pericolosi.

Con quali tempistiche effettuare le analisi?

È bene far presente che queste non dipendono strettamente dalla pericolosità o meno del rifiuto, quanto dalla sua gestione finale. Il rifiuto, infatti, può essere conferito in discarica o presso un impianto di recupero ed in base a questo le tempistiche per le analisi sono leggermente differenti.

Monica Carlin
Referente Ambiente
0437 933270
mcarlin@confartigianatobelluno.eu