Giorni di permesso al partner convivente e al partner di unione civile secondo la legge 104: un approfondimento

Il riconoscimento dello stato di handicap grave consente, fra gli altri benefici, di astenersi dal lavoro fruendo di permessi retribuiti ai sensi della legge 104/1992. Tale beneficio è riconosciuto al diretto interessato portatore di handicap che lavora, ma anche al famigliare che assiste il parente disabile.

In passato, l’assistenza al disabile era limitata ad alcune tipologie di parentela; il coniuge, i parenti e gli affini entro il secondo grado. La figura del convivente (ossia una famiglia di fatto non legata da alcun vincolo matrimoniale) restava quindi esclusa dalla possibilità di fruire dei permessi per assistere la persona disabile.

Un’importante novità è stata introdotta nel 2016 a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, la quale, riconoscendo il ruolo del convivente nell’assistenza al portatore di handicap grave, lo ha dunque equiparato a quello del gruppo di soggetti che, in via prioritaria, possono fruire dei permessi (coniuge, parenti e affini entro il secondo grado). La convivenza deve tuttavia risultare dall’apposita dichiarazione di residenza anagrafica depositata all’ufficio anagrafe del proprio Comune.

Inoltre, anche il lavoratore parte di unione civile (matrimonio contratto tra persone dello stesso sesso) ha diritto ai permessi retribuiti per l’assistenza del partner disabile grave, come se fosse il marito, o la moglie, dell’assistito.

Ivano Buzzatti
Patronato INAPA, sede di Belluno
0437 933220
inapa@confartigianatobelluno.eu

Luigi Canal
Patronato INAPA, sede di Belluno
0437 933221
inapa@confartigianatobelluno.eu

Laura Aspodello
Patronato INAPA, sede di Feltre
0439 878230
aspodello@confartigianatobelluno.eu