Multe salate in assenza di comunicazione della PEC

Il “Decreto “Semplificazioni” (D.L. 16 luglio 2020, n. 76, Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale) prevede, all’art. 37, una stretta alla mancata comunicazione della PEC al Registro delle imprese o all’Ordine di appartenenza per imprese e professionisti.

Entro il 1° ottobre 2020 gli inadempienti dovranno regolarizzare la propria posizione, comunicando il “domicilio digitale”, pena pesanti sanzioni.

Domicilio digitale: gli obblighi per le società già iscritte al Registro Imprese

Ai sensi dell’art. 16, commi 6 e 6-bis, del D.L. n. 185/2008, le imprese costituite in forma societaria sono tenute a comunicare la propria PEC (ora domicilio digitale).
Con il Decreto Semplificazioni viene imposta una stretta ai soggetti tutt’ora inadempienti.

Entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese costituite in forma societaria devono tassativamente comunicare al Registro imprese il loro domicilio digitale (PEC), se ancora non hanno provveduto. In caso di inadempienza scatta una sanzione, pari al doppio di quella prevista dall’art. 2630 c.c. (Omessa esecuzione di denunce, comunicazioni e depositi, sanzione amministrativa pecuniaria da 103 euro a 1.032 euro).

Ne consegue che in caso di mancata comunicazione del domicilio digitale (PEC) di una società già iscritta a Registro Imprese, entro il termine perentorio del 1° ottobre 2020, scatterà la sanzione con un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.064 euro.

Società – Domicilio digitale: il caso della PEC inattiva

Il Decreto Semplificazioni regolamenta anche la casistica del domicilio digitale inattivo, ovvero quando la PEC che è stata in precedenza comunicata non risulta più attiva, ad esempio perché – come capita troppo spesso – la stessa non è stata rinnovata a scadenza.

In questo caso, laddove il Conservatore dell’ufficio del registro delle imprese rilevi (anche a seguito di segnalazione) un domicilio digitale inattivo, lo stesso richiederà alla società di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro trenta giorni.

Se la società comunicherà entro i 30 giorni concessi il nuovo domicilio digitale, non vi saranno conseguenze.

Se, invece, il termine dei 30 giorni decorrerà inutilmente, scatterà il medesimo meccanismo previsto in caso di mancata comunicazione del domicilio entro il 1° ottobre 2020. Pertanto, il Conservatore cancellerà d’ufficio l’indirizzo non funzionante, applicherà la sanzione con un minimo di 206 euro ad un massimo di 2.064 euro ed assegnerà d’ufficio un nuovo domicilio digitale.

Imprese individuali – Domicilio digitale: gli obblighi per le aziende già iscritte al Registro Imprese

Anche per le imprese individuali iscritte a Registro Imprese, che non siano soggette a procedure concorsuali, il 1° ottobre 2020 costituisce il termine ultimo per registrare il proprio domicilio digitale.

In caso di inadempienza, tuttavia, a differenza di quanto previsto per le società non scatterà immediatamente la sanzione. Il Conservatore del registro delle imprese, infatti, diffiderà l’impresa interessata a regolarizzare l’iscrizione entro 30 giorni.

Al perdurare dell’inadempienza, nel caso di ditta individuale la sanzione prevista è pari al triplo di quella di cui all’art. 2194 c.c. (Inosservanza dell’obbligo d’iscrizione – minimo 10 euro, massimo 516 euro).

In caso di inadempienza, pertanto, la ditta individuale si vedrà comminare una sanzione minima di 30 euro, e massima di euro 1.548.

Così come previsto nel caso delle società, il Registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegnerà d’ufficio un nuovo domicilio digitale.

Ditte individuali – Domicilio digitale: il caso della PEC inattiva

Anche per le ditte individuali viene regolamentato il caso del domicilio digitale inattivo, ovvero quando la PEC che è stata a suo tempo comunicata non risulta più attiva.

Così come avviene per le società, viene previsto che sia il Conservatore dell’ufficio del registro delle imprese ad intimare alla ditta individuale di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro trenta giorni. Se entro tale termine l’azienda ottempera, non vi saranno conseguenze.

Se, invece, il termine dei 30 giorni dalla diffida decorrerà inutilmente, scatterà anche per la ditta individuale il meccanismo previsto in caso di mancata comunicazione del domicilio entro il 1° ottobre 2020: il Conservatore cancellerà d’ufficio l’indirizzo non funzionante, applicherà la sanzione (in questo caso minima di 30 euro, e massima di euro 1.548) e assegnerà d’ufficio un nuovo domicilio digitale.

Sirio Dal Farra
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