Attività di manutenzione straordinaria frenate dalle attese del Superbonus

Presentato lo scorso 26 novembre in Commissione Ambiente il Rapporto per il 2020 su “Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell’impatto delle misure di incentivazione”, a cura del Servizio Studi della Camera e del Cresme. Il documento fornisce una stima dell’impatto economico delle misure di incentivazione fiscale spettanti per le spese sostenute per gli interventi di recupero edilizio e di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Il lavoro fa riferimento inoltre agli effetti determinati dalla crisi provocata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 e indica una prima stima dell’impatto potenziale sul mercato del Superbonus 110% introdotto quest’anno.

Nel biennio 2018-2019 sono stati portati in detrazione per il recupero edilizio svolto negli anni 2017/2018, 12,7 miliardi di euro, contro gli 11,3 miliardi di euro del biennio dei lavori 2016-2017, con un significativo incremento del 12,1%; mentre per quanto riguarda la riqualificazione energetica sono stati portati in detrazione 3,2 miliardi di euro contro i circa 2,8 del biennio precedente, con un incremento del 14%. Nell’ipotesi del mantenimento della norma attualmente vigente, riguardo all’impatto potenziale sul mercato del Superbonus 110% è stata elaborata una prima stima sugli importi aggiuntivi di 2.421 milioni di euro, tutti nel 2021, e, nell’ipotesi di un prolungamento dei benefici a tutto il 2022, di 8.069 milioni di euro, dei quali 1.614 nel 2021 e 6.455 nel 2022.

Quanto agli investimenti, il dato a consuntivo per il 2019 indica un volume pari a 28.762 milioni di euro veicolati dagli incentivi fiscali per il recupero edilizio, la riqualificazione energetica, la riduzione del rischio sismico e la riqualificazione delle facciate (la previsione per il 2019 era stata di 28.963 milioni di euro). Nel 2020, a causa della crisi pandemica, la previsione costruita a partire dai dati dei primi nove mesi dell’anno porta a stimare il valore degli investimenti in 25.105 milioni di euro, con una flessione del 12,7% rispetto al 2019. L’analisi dei dati mensili, che rendicontano i pagamenti per i lavori effettuati, evidenzia che la flessione causata dalla pandemia è durata cinque mesi, da aprile ad agosto, con picchi di riduzione rispetto allo stesso periodo del 2019 toccati a maggio (-57,9%) e giugno (-42,6%); mentre con settembre l’attività è tornata crescere del +6,5%.

Dal Rapporto emerge che l’attività di recupero edilizio e di riqualificazione energetica nel 2020 per la prima volta da molti anni a questa parte registra una contrazione. Si tratta dell’attività che con la crisi delle costruzioni avviatasi nel 2008 e con le dinamiche strutturali della storia della produzione edilizia del Paese, ha contribuito a trasformare il mercato delle costruzioni da un mercato volto alla nuova produzione a un mercato orientato al rinnovo, alla manutenzione straordinaria e alla manutenzione ordinaria del patrimonio esistente, tanto che nel 2019 questa attività rappresenta il 73,1% del valore della produzione dell’intero settore delle costruzioni. La crescita del comparto si è però interrotta improvvisamente nel 2020, in conseguenza dell’emergenza sanitaria: secondo le stime del CRESME il valore della produzione nelle costruzioni diminuirà del 7,4%, un dato migliore di quello dell’economia in generale, ma in forte calo rispetto a uno scenario che stava diventando, su vari fronti di attività, positivo. In particolare, per l’attività di manutenzione straordinaria si prevede un rallentamento del 10,4%, superiore a quella delle nuove costruzioni (-7,4%).

Le ragioni di tale flessione, secondo il Rapporto, sono da imputare certamente alla crisi pandemica, ma non solo: una causa concorrente della contrazione dell’attività di manutenzione straordinaria risiede anche nel fatto che nel corso del 2020 è arrivato sul mercato l’incentivo del superbonus 110% rispetto al quale diverse attività di manutenzione straordinaria sono state comprensibilmente differite in attesa del pieno avvio del percorso attuativo che prelude all’operatività del nuovo incentivo.