Costi energetici, sale la preoccupazione delle piccole e medie imprese. Scarzanella: «È necessario abbattere gli oneri di sistema. Altrimenti la ripresa diventa impossibile»

«La ripresa post Covid rischia di essere affossata dall’aumento dei costi energetici. Un problema enorme per le imprese artigiane e anche per le famiglie che vivono in montagna». È preoccupata la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella: i dati di settembre dei costi energetici sono particolarmente pesanti per le aziende e la prospettiva è di ulteriori aumenti, come affermato dal ministro Cingolani nella prossima ridefinizione delle bollette.

«I prezzi delle commodities energetiche sono aumentati del 125% nell’elettricità e del 167% nel gas da gennaio a oggi. Il prezzo del petrolio invece è salito di quasi il 40%» prosegue la presidente Scarzanella. «Il ministro della transizione ecologica ha detto chiaramente che lo scorso trimestre la bolletta elettrica è aumentata del 20%, mentre il prossimo trimestre aumenterà del 40%. A questo punto ci aspettiamo che, al di là della previsione del ministro, ci sia anche una conseguente azione contenitiva delle tariffe da parte del Governo, che noi in questo momento vediamo sostanzialmente possibile solo con l’abbattimento o l’azzeramento degli oneri generali di sistema che incidono in maniera pesante sulla bolletta dell’energia elettrica. Provvedimento già preso nei mesi estivi a favore delle piccole imprese in bassa tensione, ma che auspichiamo venga applicato a tutto il sistema imprenditoriale e alle famiglie».

È proprio il groviglio di oneri fiscali a rendere particolarmente pesante l’approvvigionamento energetico delle imprese. Secondo l’indagine del Centro Studio di Confartigianato Veneto, gli artigiani e i piccoli imprenditori che consumano fino a 20 MWh (vale a dire l’87,8% dei punti di prelievo del mercato elettrico non domestico) pagano il prezzo più alto dell’elettricità nell’Ue. «Un gap che si mantiene costante da anni» spiega il direttore di Confartigianato Belluno, Michele Basso. «Il peso della componente fiscale sulla bolletta elettrica delle piccole imprese va ridotto subito. Il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese è infatti gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona».

«Questa situazione – analizza la presidente Scarzanella – rischia di appesantire i costi che già gravano sulla produttività delle imprese che, dopo un periodo difficilissimo in seguito al Covid, stanno ripartendo con buone previsioni di crescita. L’aumento delle tariffe va ad aggiungersi alle complicazioni create dall’aumento dei prezzi e dalla scarsa reperibilità delle materie prime negli ultimi mesi. Ci aspettiamo quindi un intervento preciso del Governo per contenere i costi. In montagna fare impresa ha già di per sé difficoltà intrinseche e costi maggiori. La mazzata energetica sarebbe insopportabile per i nostri artigiani».